Prima di dare risposta a questa domanda leggiamo quello che dice Wikipedia sull’osmosi:

…L’osmosi inversa viene realizzata con una membrana che trattiene il soluto da una parte impedendone il passaggio e permettendo di ricavare il solvente puro dall’altra.

Questo processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione dell’acqua in quanto non consiste semplicemente in un ostacolo fisico, ma sfrutta la diversa affinità chimica delle molecole con la membrana, permettendo il passaggio delle molecole idrofile, cioè chimicamente simili all’acqua. L’osmosi inversa è utilizzata nel trattamento dell’acqua sia per la desalinizzazione sia per la rimozione di tracce di fosfati, calcio e metalli pesanti, fitofarmaci, materiali radioattivi e di quasi tutte le molecole inquinanti.

Quando nasce la membrana osmotica?

Piccoli filtri ad osmosi inversa azionabili a mano erano stati inizialmente progettati per i militari negli anni settanta per l’equipaggiamento per la sopravvivenza personale o per corredare come equipaggiamento di sicurezza le scialuppe o gommoni di salvataggio a bordo di navi o aeromobili. Oggi esistono modelli che sono disponibili anche per usi civili in attività di esplorazione per esempio. Questi dispositivi possono ricavare piccolissime quantità di acqua potabile dall’acqua del mare o da altre fonti di dubbia potabilità anche in aree desertiche o pozzi di acqua salmastra.

Filtri a osmosi inversa per il settore domestico

Esistono sistemi di trattamento dell’acqua potabile domestica basati sul principio dell’osmosi inversa, soprattutto per abbattere il contenuto di nitrati nell’acqua. Sono impianti che, collegati alla rete idrica, rimuovono buona parte delle sostanze disciolte nell’acqua già potabile. L’acqua potabile osmotizzata è quindi un’acqua con residuo fisso molto basso. Gli impianti più evoluti permettono una miscelazione tra acqua osmotizzata e acqua microfiltrata, consentendo così una regolazione del residuo fisso in base alle proprie preferenze.

Bene, dopo aver letto questo facciamo una brevissima considerazione sull’argomento dei minerali, il residuo fisso. 

Il residuo fisso di un’acqua ci indica il grado di ‘pesantezza’ come carica di sali minerali di un’acqua, in genere con questa classificazione:

  • Minimamente mineralizzate (residuo fisso inferiore o uguale a 50 mg/l). Si tratta di acque diuretiche ‘leggere’ che favoriscono l’espulsione di piccoli calcoli renali.
  • Oligominerali (residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l). Dal momento che sono acque povere di sodio sono ideali per essere bevute a tavola ogni giorno. Tra i vari benefici svolgono anche un’ottima azione diuretica. In Italia queste sono quelle maggiormente diffuse, oltre il 61% di tutte quelle presenti sul territorio.
  • Medio minerali (residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l). Questo tipo di acqua contiene un’alta percentuale di sali minerali.
  • Ricche di sali (residuo fisso superiore a 1500 mg/l). Sono acque molto ricche di sali minerali. Per questo sono spesso utilizzate a fini curativi e solo su consiglio medico.

Adesso fate un confronto con l’acqua in bottiglia che avete sempre acquistato oppure, se avete già un impianto di affinamento a osmosi inversa confrontate le caratteristiche dell’acqua che avete sempre usato prima con quella del vostro impianto a osmosi.

Se per esempio le vostre abitudini erano bere un’acqua Sant’anna, Levissima o Mangiatorella il residuo fisso a cui eravate abituati oscillava dai 25 agli 80 mg/l. Ed era buona vero? Adesso se mettiamo a confronto il residuo fisso di un’acqua osmotizzata partendo da un’acqua di acquedotto di 400/600 mg/l ci accorgiamo che non abbiamo fatto altro che farci un’acqua da 25 a 80 mg/l fatta in casa. Se nessuno ha mai messo in dubbio che le acque sopra menzionate possano far male perchè povere di sali minerali, perchè farlo con un’acqua osmotizzata? E questa è già una risposta definitiva ai pregiudizi e la disinformazione.

Oltre a ciò, come si è detto prima, gli impianti a osmosi inversa hanno dei by pass, delle valvoline che consentono la remineralizzazione dell’acqua ai propri gusti. Quindi se voglio un residuo di 200 lo posso ottenere, da 300 e così via.

Pertanto, a chi dice che l’acqua osmotizzata non contiene sali potete rispondere che non è così, semplicemente la rende oligominerale, pura di ogni inquinante presente nell’acqua di rete, ottima per reintegrare i liquidi persi ogni giorno e così pura da poterla far bere a un neonato partendo addirittura dall’acqua di mare.

Al contrario è bere un’acqua con residuo fisso molto alto che può far male se bevuta quotidianamente poichè potrebbe far ‘avvelenare’ l’organismo dei componenti in eccesso.

Conclusioni: generalmente è chi deve lanciare un singolo prodotto che parla male dell’altro, infatti potete notare che chi vuole vendere solo microfiltrazione dirà che l’osmosi fa male perchè toglie ‘tutti’ i minerali, mentre chi vende esclusivamente osmosi vi dirà che la microfiltrazione non elimina i ‘veleni’ presenti nell’acqua. Personalmente, dato che tratto acqua potabile, mi faccio guidare dai gusti del mio interlocutore, dal suo budget ideale di spesa, e dal buon senso. Tutto il resto è solo marketing.

Buone bevute a tutti:-)

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